lunedì 14 dicembre 2015

IL PIACERE DI LEGGERE: “LA FELICITA’ IN UN ISTANTE” DI ANSELM GRÜN


Ogni tanto piace abbandonarsi ad una lettura interiore che ci aiuti a formare pensieri positivi, ad educare l'animo ad affrontare la realtà, spesso non facile o benevola.
Voglio indicarvi un'opera dalla lettura agevole, rapida, formata com'è in piccoli paragrafi, ma assai ricca di spiritualità. 
Anselm GRÜN, cellerario di un’abbazia benedettina, è un famoso teologo divulgatore, autore di un vasto numero di libri di formazione teologica e di ispirazione. Sicuramente è tra gli scrittori cristiani più letti del nostro tempo.

Con “La felicità in un istante” offre ricchi spunti di riflessione “in positivo”. Dice Grün, con una prosa che sa di poesia, che “una cosa è certa: chi vuole afferrare la sua felicità e tenersela stretta, scoprirà che questa gli scivola via tra le dita. Chi le corre dietro non la raggiungerà mai. La felicità è già qui, aspetta solo che noi ci accorgiamo di lei.”
Nella lettura dei paragrafi snelli e leggeri nella forma, ma dal sapore intenso e profondo, l’autore ci fa addentrare in un incontro magico con il nostro “io”, insegnandoci a riflettere, ad impadronirci del nostro tempo, in una parola a “cogliere l’attimo”, senza affanni, sottraendoci alla “pressione” che ci induce alla infelicità, alla insoddisfazione.
A proposito del tempo: “se vivo in pienezza l’attimo, per me il tempo non sarà mai stretto o limitato. Esisto adesso, in questo attimo ed è un attimo che mi è donato.” Ed ancora, l’invito a vivere la propria quotidianità con “presenza”: “ se ci riesco sperimento cosa sia vivere veramente. Ogni istante diventa prezioso.”, “allora l’istante abbraccia ogni cosa: il cielo e la terra, il tempo e l’eternità, Dio e l’uomo. E io vivo davvero”.
Il libretto è una vera e propria miniera di “input” preziosi, una sorta di autoterapia spirituale per “riprenderci” noi stessi, conquistare la nostra libertà, cambiare pagina ad una esistenza fatta solo di rincorse, appuntamenti e scadenze: “la felicità può essere colta sempre solo in questo istante. Il tempo si ferma per chi abbandona il proprio Ego e si lascia andare a questa condizione interiore di felicità. E allora vivrà la felicità non solo come un istante fuggevole, come il tentativo di ghermire un momento bello. Allora la felicità sembra durare in eterno”.
La lettura di GRÜN è uno stimolo per tutti, credenti e non. E non c’è modo migliore di apprezzarla che gustarsela.

Vi lascio con un altro dei meravigliosi pensieri del teologo tedesco: “l’uomo non sa quanto sarà lunga la sua vita, per quanto tempo Dio gli lascerà gustare la vita. Per questo deve assaporare il momento presente. E’ Dio che glielo dona. Gusta la vita. E’ più tardi di quanto tu pensi”.
By Michele Barbera

giovedì 10 dicembre 2015

IL RISPARMIO TRADITO E LA COSTITUZIONE VIOLATA: LA GRANDE TRUFFA

“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”
Quello che avete appena letto non è fantascienza. 
E’ l’art.47 della Carta Costituzionale in vigore in Italia da un bel pezzo.
Ce ne siamo dimenticati? Se ne sono dimenticati quella manica di criminali truffaldini, delinquenti e bastardi che dirigono le banche? Quei criminali che vampirizzano il risparmio del popolo e si fottono stipendi milionari? E quei signori che dovrebbero controllare questi truffatori travestiti? Che cosa fanno, oltre a scaldare le poltrone ed a rubare lo stipendio? Oppure dobbiamo pensare che sono pure loro compartecipi di questa azione criminosa a danno degli italiani?
Gli italiani sono da sempre stati un popolo di “cassettisti”. Li chiamavano “bot people”. Il popolo dei bot. Che ha sempre creduto nel risparmio. Ed il risparmio del popolo ha fatto da sempre la riserva aurea dell’Italia, quella che ci ha permesso di attraversare momenti bui, individuali e collettivi, di cavarcela in mezzo alle tempeste economiche.
Bot people. O popolo di bonaccioni. Di gente disposta a fidarsi. Fino alla disperazione. E quando reagisce viene deriso per essersi fatto “raggirare”.
Vergogna. Vergogna per i governanti incapaci. Vergogna per gli organi di controllo collusi e complici, votati al silenzio con le tasche piene di soldi e di prebende.
Se il popolo perde la fiducia nel risparmio, sarà una tragedia per l’economia. Una tragedia immane ed irreversibile. Altro che crisi!
Questo dovrebbero pensare i governanti pagliacci e gli organi di controllo collusi e complici.
Ormai le truffe finanziarie sono all’ordine del giorno e coinvolgono non solo finanzieri contrabbandieri e pirati, ma anche istituzioni dal volto rispettabile, ma dallo stomaco marcio.
Occorre una stretta sul mercato finanziario. Fare diventare i controlli su chi raccoglie il pubblico risparmio seri, effettivi e soprattutto efficaci e tempestivi. In giro, ai piani alti, c’è troppa gente che dorme o fa finta di dormire. Spesso gli organi di controllo sanno e non agiscono.
Sbagliato e pericoloso.
Soprattutto quando si gioca sulla pelle del popolo, si specula sui sacrifici della gente. E con il suo sangue.
Lo Stato deve farsi carico delle conseguenze della sua inerzia, della condotta anticostituzionale e del parassitismo finanziario che ha gettato sul lastrico le famiglie. 
Chi sbaglia paga. Ed in questo caso a sbagliare è stato lo Stato e le istituzioni di controllo sul risparmio pubblico. 

By Michele Barbera 

lunedì 7 dicembre 2015

IMPORTANTE: AVVISO CENSIMENTO AMIANTO NEL COMUNE DI MENFI



Riportiamo il comunicato stampa del Comune di Menfi sull'importante questione dell'amianto nel territorio di Menfi. Pensiamo sia una iniziativa che deve avere la massima pubblicità per la salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini e di tutti coloro che frequentano Menfi. 

L'Assessore all'Ambiente di Menfi, Ing. Rosa Letizia Sanzone,  avvisa la Cittadinanza sul fatto che, in attuazione del Piano Nazionale Amianto 2013, della Legge Regionale 9 aprile 2014, n° 10 e delle Linee Guida per la redazione del “Piano Comunale Amianto” in attuazione dell’art.4 della L.R. n.10/2014, è fatto obbligo a tutti i soggetti pubblici e privati proprietari di siti, edifici, impianti, mezzi di trasporto, manufatti e materiali con presenza di amianto di darne comunicazione all’A.R.P.A. territorialmente competente, indicando tutti i dati relativi alla presenza di amianto.
Ai fini della salvaguardia della salute dei cittadini dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto, ai sensi del comma 7 dell’art.5 della succitata Legge Regionale, per agevolare il censimento dell’amianto, il Comune ha predisposto un apposito modulo di autonotifica, da restituire, debitamente compilato, entro il 11 gennaio 2016.
Il modulo di autonotifica può essere ritirare presso la sede dell’UTC di Menfi, Ufficio Ambiente sito in Via Mazzini, oppure può essere scaricato dal sito istituzionale del Comune di Menfi - www.comune.menfi.ag.it -.
Il modulo di autonotifica debitamente compilato dovrà essere consegnato all’ufficio di protocollo del Comune di Menfi sito in Piazza Vittorio Emanuele, oppure mediante invio per posta Elettronica al seguente indirizzo: protocollo@pec.comune.menfi.ag.it

Ecco i links ai moduli
By Michele Barbera

giovedì 26 novembre 2015

CITTA’ DI CACCAMO TRA POESIA E RICORDO: LA MEMORIA E LA TESTIMONIANZA DEL BEATO PUGLISI NEL PREMIO LETTERARIO

La Parrocchia San Giorgio Martire
Il suggestivo medioevale Castello di Caccamo è un’imponente struttura che domina l’intera valle su cui si affaccia la cittadina palermitana, abitata sin dall’antichità per la sua posizione strategica. Non meno imponente ed affascinante è la struttura del Duomo di San Giorgio, risalente all’XI secolo. Proprio la Parrocchia di San Giorgio è stata la location di una importante manifestazione letteraria nazionale intestata al Beato Padre Puglisi, a cui – nelle diverse Sezioni – hanno partecipato poeti di tutta la nazione. L’atmosfera della cerimonia, assai intensa e partecipata, è stata spiritualmente ricca ed eccezionalmente animata dalla Comunità Parrocchiale di San Giorgio Martire, guidata dall’infaticabile don Giuseppe Calderone, vivo testimone dell’Impegno del Beato Puglisi.
La Parrocchia, che si segnala sempre di più per l’impegno culturale sul territorio e la promozione sociale sul solco della testimonianza del Beato Puglisi, di recente ha anche aperto una Biblioteca e si è fatta promotrice di una serie continua di iniziative che guardano meritoriamente ai valori buoni legati alla testimonianza civile e sociale di figure come quella di Padre Puglisi.
Dopo alcune toccanti testimonianze, la cerimonia è entrata nel vivo con la recitazione delle poesie da parte di bravissimi attori professionisti e la premiazione delle opere.
Il castello di Caccamo

E’ con viva emozione che ho ricevuto il primo premio per la mia poesia “Canto di Manaar” che ha concluso una giornata eccezionale per me dal punto di vista culturale e spirituale.
L’auspicio è la sicura crescita del Premio, che è ed ancora di più lo diventerà, per tutta la città di Caccamo un punto di riferimento non solo letterario, per l’elevata qualità delle opere presentate e per l’elevato numero di partecipanti, ma anche un’occasione di incontro e di veicolazione di buoni valori e di promozione individuale e sociale. Un plauso al Comitato Organizzatore ed alla Parrocchia per le capacità organizzative, di animazione e di coinvolgimento.
Il tutto testimonia, ancora una volta, che la cultura non è solo espressione artistica, ma vera e propria testimonianza delle eccellenze del territorio, in grado di aggregare forze ed energie positive attorno a buone idee.
By Michele Barbera 

venerdì 20 novembre 2015

CRESCERE IN SICILIA: MINORI A RISCHIO TRA POVERTA’ E CRIMINALITA’

Nessuno ci pensa. A molti dà fastidio. Qualcuno non ci crede. Eppure a leggere le statistiche della dispersione scolastica in Sicilia viene da riflettere. Una buona fetta della popolazione scolastica dell’obbligo sino al diploma, siamo oltre il quarto, ma se si guarda a rendimento e frequenza regolare sono molti di più, non va a scuola o, se ci va, ha un pessimo rendimento o la frequenta in modo sporadico, senza profitto. E prima o poi l'abbandona. Non è solo un problema di istruzione. E’ qualcosa che ha la radice in un malessere più profondo, in un disagio sociale in cui, per la fascia dei minori, crescere in modo sano ed adeguato agli standards dell’Italia media e dell’Europa è sempre più difficile.
Sembra che in questo decennio anziché progredire si sia fatto un salto all’indietro. Colpa della crisi economica, del caro-vita, delle difficoltà delle famiglie con minori, in cui l’istruzione viene tristemente e necessariamente sempre dopo il cibo ed i vestiti, bisogni primari. Colpa anche di una società che con facilità volge le spalle in modo indifferente e cinico al vicino che ha bisogno, e si rifugia in una beneficenza comodamente esotica.
E’ qualcosa che si sconterà non a breve, ma nel futuro. I ragazzi con deficit istruttivi saranno adulti sempre meno in grado di competere sul mercato del lavoro, di realizzarsi in un mondo iperaccelerato culturalmente nevrastenico. Andranno ad accrescere la cosiddetta fascia “disperata”, quella irrecuperabile di inoccupati, di adulti senza prospettive, costretti a giocare al ribasso sul proprio domani.
Ma c’è qualcosa che mi preoccupa ancora di più. Questi ragazzi poveri in tutto, culturalmente e sociologicamente debilitati convivono ed hanno di fronte modelli deviati, ricchezze patinate e televisive da invidiare, gente corrotta che – senza pudore – ruba alla società dei deboli, approfittando dei ruoli di vertice politico ed economico che ha. E gli scandali, dopo un pò, non sono più tali, non fanno notizia.

Ho parlato e parlo con qualcuno di questi giovani. Ho avvertito rabbia profonda, rancore, invidia. Stanno crescendo male. Il crimine non fa più paura. La galera neanche. La disoccupazione neppure. Crescono pericolosamente nella cultura deviata del “voglio-una-cosa-e-me-la-prendo” con le buone o con le cattive. Non c’è voglia di impegnarsi in attività sociali, o perseguire ideali che appaiono inutili chimere. Vogliono rischiare. Tutto e subito. Per loro la maggiore virtù è la furbizia e la dignità di una persona si misura in quanti zeri seguono la cifra. Meglio Amici ed X-Factor di un oscuro impiego in qualche azienda privata. E non importa se devono giocarsi il futuro alla roulette della vita. Il rischio è meglio del sacrificio.  E la mafia, la criminalità, appaiono come uno status sociale. Un surrogato intossicato di uno Stato che è sempre assente. L’alternativa pericolosa ad una vita passiva, fatta di indolenza e di rassegnazione, in cui essere povero equivale ad essere nessuno.
By Michele Barbera