lunedì 17 luglio 2017

RIAPRE L’AVIS DI MENFI: GIORNO 14 LUGLIO LE PRIME DONAZIONI DOPO QUASI TRE ANNI!!!

Una grande notizia per Menfi ed i suoi cittadini. Una storia a lieto fine dopo che disinteresse e pasticci burocratici, con lungaggini a mai finire ne avevano decretato la sospensione dell’attività e la chiusura, per fortuna temporanea (avevamo denunciato il caso con un post del 21/10/2014).
È con immensa gioia che annunciamo, grazie all’impegno di Filippo Belmonte ed ai componenti del direttivo dell’AVIS, Sezione di Menfi, che i donatori di Menfi potranno ritornare ad adempiere all’alto dovere civico di donare il sangue.
Per scaramanzia (burocratica), non abbiamo voluto dare prima la notizia. Ma oggi è ufficiale e confermato: il 14/07/2017 i donatori hanno ripreso le donazioni nella nuova sede di Corso dei Mille.
L’AVIS di Menfi si appresta, così a rivivere una nuova stagione, dopo che tre anni fa aveva lasciato al Comune i locali di Via Volpe.
Sembrava una parabola di chiusura di un presidio del territorio, una delle tante che contraddistingue in negativo la storia della nostra cittadina, fatalmente destinata al disimpegno.
E invece no.
Filippo e gli altri ce l’hanno fatta.
Impegnandosi giorno dopo giorno, senza arretrare di un metro, portando avanti con l’ASP e la Regione il duro braccio di ferro per la riapertura della Sede.
Sembra assurdo ma così è.
L’AVIS non è certo un’associazione di profitto, non è una speculazione, non è solo “beneficienza”, è amore per gli altri: un donatore dona gratuitamente a chi ha bisogno, uno sconosciuto che riceverà dal sangue del donatore la possibilità di vivere, di guarire.
È veramente assurdo che i componenti del Direttivo abbiano dovuto lottare quasi tre anni prima di poter riaprire la sede, tre lunghi anni in cui è stato messo in discussione il patrimonio umano e sociale della sezione fondata nel 1977 dal lungimirante Gaspare Zinna, indimenticato Comandante della Polizia Municipale e filantropo. Lui, infatti, aveva deciso di creare, con alcuni amici, la sede AVIS a Menfi, affidando ai suoi concittadini il compito di salvare vite umane, donando il proprio sangue in modo anonimo e disinteressato.
Tre lunghi anni che non hanno fiaccato le energie di Filippo Belmonte e del suo staff pronto a spendersi per salvaguardare l’attività dell’AVIS.
La nuova Sede, attrezzata di tutto punto con poltrone di ultima generazione, e con ambienti ristrutturati, arredati ed accoglienti, è pronta a raccogliere la sfida di solidarietà e di umanità che ogni giorno incidenti, malattie, emergenze sanitarie pongono agli operatori.
Da più parti, e ne raccogliamo l’appello condividendolo, si vuole dedicare la nuova Sala Trasfusioni alla Memoria di Gaspare Zinna. Giriamo l’iniziativa meritoria al Direttivo AVIS ed ai Soci perché la facciano propria nell’anniversario del quarantennale di attività, un piccolo riconoscimento a chi ha saputo donare a Menfi questa grande iniziativa di solidarietà.

By Michele Barbera 

domenica 25 giugno 2017

I SIGNORI DELL'ACQUA E LA WATER ECONOMY


Solo lo 0,001 per cento della massa acquea presente sul nostro pianeta è di buona qualità e facilmente accessibile. Di contro tutte le attività umane hanno bisogno dell'acqua. La crescita della popolazione ha innalzato in modo esponenziale il bisogno di sfruttamento delle risorse idriche che, invece, hanno subito un depauperamento per via dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici.
L'acqua ha così interessato progressivamente gli appetiti dei grossi investitori, multinazionali alla ricerca del profitto, a cui il petrolio, le guerre, la fame, l'iperconsumismo NON bastano più.
Cercano nuove fonti di guadagno e da tempo commissionano studi statistici e di fattibilità sulla gestione speculativa delle risorse idriche.
Politici caproni, ignoranti e corrotti hanno aiutato ed aiutano queste multinazionali che si trincerano dietro motivazioni apparenti sulla bontà ed efficienza della “gestione privata” dell'acqua. Dietro le apparenze gli squali della finanza mondiale muovono le logiche della corruzione e del denaro per allungare le mani sulle fonti idriche.
Sì la battaglia dei prossimi anni (non secoli, non decenni) si svolgerà lì, sull' “oro blu”.
I nuovi speculatori non hanno bisogno di gestire e fomentare guerre, inventarsi nuove politiche consumistiche, speculare sull'energia o spingere sul bottone del progresso per spremere soldi dalla gente. Il loro business è sotto gli occhi di tutti: basta solo arrivare prima, saperne approfittare.
Ho litigato l'altro giorno con un sedicente ambientalista che mi parlava delle “balene” e della “caccia” e del “carbone” (alla faccia di Ciuffone Trump, il disgraziato presidente degli ancora più disgraziati stati uniti – con la lettera minuscola).
Ho litigato non perché io sia un cacciatore o sia a favore dell'utilizzo del carbone. Tutt'altro. Ho litigato perché non ci si rende conto che ogni giorno perdiamo la battaglia contro le multinazionali dell'acqua. E nelle “stanze che contano” nessuno fa una piega. Sembra quasi che non importi a nessuno.
Il vero crimine del secolo è questo: chi diventerà padrone dell'acqua, governerà il mondo. Senza se e senza ma.
Le multinazionali hanno interesse a che le risorse diventino “rare” per poi poterci speculare sopra.
Basti pensare, dalle nostre parti, alle reti idriche finite in mano a società private, con i conseguenti rincari e le repentine interruzioni di servizio: i padroni sono loro e fanno quello che vogliono. I politici e gli amministratori diventano solo dei fantocci, burattini corrotti ed incapaci.
L'uomo può fare a meno dell'auto, dell'energia elettrica, di internet e di tutte le altre cavolate. Ma non potrà mai fare a meno dell'acqua. Niente potrà sostituirla.
Quindi, per chi si impegna nell'ambiente, per il vero progresso sociale, per l'umanità la priorità è questa: salvare la proprietà pubblica dell'acqua.
Prima che sia troppo tardi.

By Michele Barbera

mercoledì 14 giugno 2017

IL COMICO E LA BALLERINA... OVVERO TE LO DO IO IL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Ho sempre avuto una spiccata simpatia per il movimento Cinquestelle, così come per Beppe Grillo, che ho sempre ammirato per il coraggio che ha avuto – da vero comico ed umorista - di dire quello che pensa, anche se questo gli è costato per anni l'ostracismo nella “tv-di-stato”. Ancora ricordo i suoi sberleffi e le irrisioni rivolte a quei politici (socialisti, democristiani, repubblicani, etc...) che, prima ancora di Mani Pulite, avevano messo a nudo le corruttele e scoperchiato la pentola di malaffare e criminalità di cui era affetta l'intera classe politica.
Niente da dire.
Anche per la leggiadra ed eterea Virginia Raggi, ritrovatasi, come Alice nel Paese delle Meraviglie, a fare il sindaco di Roma, ho nutrito sentimenti di simpatia e di incoraggiamento.
Sappiamo tutti che governare Roma significa amministrare la più difficile città d'Italia. Una città che è al contempo, museo a cielo aperto, con un patrimonio artistico e storico unico in tutto il mondo, capitale di uno Stato, con i doveri di rappresentanza e con l'intreccio delle relazioni istituzionali necessarie al governo nazionale, enclave di uno stato particolare, come è la Città del Vaticano, una metropoli convulsa, in sempiterna fase di crescita, etc...
Sappiamo tutti che nessuno ha la bacchetta magica e che i problemi di Roma, compresa un'endemica tendenza allo sfascismo, sono atavici ed affondano le radici in una complessa tradizione storica ed antropologica, ma la eburnea e danzante Virginia non può sperare di riscattare se stessa e la sua pallida entrata in scena con una ingenua (a dir poco) lettera al Viminale dove invita a non fare entrare rom ed immigrati nella Capitale. E così sperare che si risolva il problema (o che altri risolvano il problema).
È come scrivere al Padreterno una lettera in cui lo si invita cortesemente a far scomparire la fame nel mondo.
Certo i miracoli sono sempre possibili...
Quello che i Cinquestelle non hanno capito è che quando si passa al governo, vuoi o non vuoi, finisce il tempo della protesta e comincia quello della proposta, del FARE.
Ci vuole progettualità, iniziativa, decisionismo, pianificazione, lavoro serrato, per costruire, raggiungere obiettivi, soddisfare i bisogni della gente, avere idee sullo sviluppo, creare opportunità. Poco alla volta, costantemente, giorno e notte.
Un'amministrazione deve saper rischiare, lottare per i suoi cittadini, affrontare i problemi e le questioni di petto, senza sconti o indecisiioni. Qualcuno criticherà, qualcun altro apprezzerà. Ma il decisionismo, l'azione, il soddisfacimento dei bisogni della popolazione, è quello che contraddistingue un sindaco ed il suo governo che non può essere fatto di letterine a Babbo Natale o di tremebonde comparse in TV, in cui si sventola la bandiera dell'innocenza e del “nulla-so-nulla-faccio”.
Ma senza il “FARE”, un'amministrazione cittadina diventa ombra che svanisce, fantasma di se stessa, inutile perdita di tempo.
Grillo lo sa. Lo deve sapere. Ed anche Virginia.
By Michele Barbera


sabato 3 giugno 2017

ATTENZIONE: CASI DI FRODE INFORMATICA SUL SITO DI AMAZON


Nel mese di maggio si sono verificati casi particolari di frode informatica su acquisti in siti ritenuti "sicuri", quali quello di Amazon. 
Ripercorrendo schemi abusati, che i gestori di siti, pur conoscendone i nefasti effetti per i consumatori nulla fanno per evitare, il criminale di turno si impossessa dei dati della carta di credito on line e, nel momento stesso in cui viene effettuato l'acquisto, fa spese ed ordina addebiti senza alcuna autorizzazione da parte del legittimo titolare della carta. In gergo si parla di shimming. 
Questa tecnica, come evidenziato da un sapido articolo di Repubblica.it di qualche mese fa, potrebbe essere benissimo contrastata dai gestori di siti utilizzando codici temporanei di acquisto mediante i c.d. token. Purtroppo, Amazon in testa, onde evitare di rendere più complicato il procedimento di acquisto preferiscono incorrere in qualche frode piuttosto che tokenizzare gli acquisti. Specie quando si tratta di acquisti fatti sul MarketPlace Amazon.
A rimetterci è il solito consumatore, ignaro dei meccanismi che gli hacker possiedono per violare anche i siti ritenuti più sicuri. A costui, accortosi della frode non rimane che protestare al call center del gestore della carta di credito e dare corso ad una lunga trafila (denuncia penale, reclami, comunicazioni, etc...) per riottenere l'accredito di quanto è stato rubato illecitamente. 
In certi casi, oltre al danno si aggiunge la beffa. Gli hacker, infatti, destinano parte delle somme rubate a enti di beneficenza o pseudotali, 
Ciò nulla toglie alla gravità dell'atto criminale che si concreta in un furto di denaro vero e proprio che si sarebbe potuto evitare se le grosse multinazionali che guadagnano milioni di euro dal commercio on-line prendessero le dovute precauzioni ed effettuassero controlli aggiornati e severi contro le intrusioni di hacker. 
Occorre, perciò, stare molto attenti agli acquisti anche nei siti ritenuti "sicuri" che, oltre ad Amazon riguardano l'acquisto di biglietti aerei, di abbigliamento di altri generi di largo consumo. 
Forse bisognerà abbandonare l'utilizzo della carta di credito, limitare gli acquisti on line ed utilizzare ricaricabili con pochi euro, di sicuro ne trarrà giovamento anche il bilancio familiare. Alla faccia delle multinazionali che danno in pasta gli utenti agli hacker. 
By Michele Barbera 

martedì 16 maggio 2017

SCOPERTO E DENUNCIATO UN PLAGIO AL PREMIO ZINGARELLI: "ASSEMBLAGGIO" D'AUTORE NELLA SEZIONE POESIA INEDITA


Vergogna, vergogna, vergogna.
Nella nostra Italietta dei "furbi" non mancano gli pseudo-poetucoli che si arrangiano anche per partecipare ad un concorso letterario, nella vaghissima speranza di ritagliarsi uno spazio di vanità personale effimero e menzognero. 
Probabilmente in certi (spero pochi) casi riescono a farla franca. 
In altri fortunamente no. 
E' il caso di uno pseudo-autore (o autrice) che, quale membro della Giuria del Premio Zingarelli, non posso esimermi dal biasimare pubblicamente. 
La Giuria del Premio non ha avuto remore nell'investigare sul plagio e nell'escludere ovviamente dalla competizione la "composizione". 
E' stata resa nota, dopo i risultati del Premio anche questa notizia, per scoraggiare eventuali emuli di questo asino (o asina) pennivendolo/a. 
Ecco il comunicato stampa della Presidenza del Premio: 

La nostra GIURIA ha riscontrato una poesia regolarmente iscritta al concorso che è risultata un plagio, la poesia è stata assemblata con cinque strofe tratte da poesie di autori famosi : 1° - Borges (Amoroso auspicio) – 2° – Pablo Neruda (La notte nell’isola) – 3° – Guido Gozzano (Cocotte) – 4° – Stratone di Sardi (Il bacio) – 5° Catullo Carme V (Mille baci e ancora cento).

Spero tantissimo che la brutta esperienza di questo pennivendolo/a cessi, così come anche la voglia di scopiazzare illustri autori. 
Quanto sopra, serva di sprono alle Giurie a non fidarsi troppo delle dichiarazioni di "originalità" e di non limitarsi ad una lettura superficiale dei testi. 
Essere componenti di una Giuria di un premio è sicuramente un impegno non solo culturale, ma anche di correttezza e di trasparenza nei confronti di tutti i concorrenti e gli autori che con sacrificio personale creano le loro opere e meritano tutto il rispetto dovuto ai veri artisti.
Un compito che la Giuria del Premio Zingarelli ha svolto egregiamente!
Un Augurio di Buon Lavoro agli autori onesti ed alle Giurie attente!
By Michele Barbera