domenica 6 marzo 2022

PUTIN ED IL “FRONTE INTERNO”: LA GRANDE PAURA

 



Putin non teme la NATO, tenuta a bada con la minaccia nucleare. Né l’Ucraina. Sa benissimo che il potenziale bellico di cui dispone prima o poi costringerà Kiev a capitolare, dopo un’inenarrabile ed immane strage di civili e la distruzione barbara di interi territori ed infrastrutture.  
Bisognerà poi vedere se Putin si fermerà all’Ucraina o pretenderà altri territori in nome dell’espansionismo.
L’indifferenza del mondo all’occupazione bellica della Crimea nel 2014 è stato un segnale non ascoltato, che ha portato oggi alla invasione ed alla strage degli Ucraini con la lucidità di un pazzo criminale.
È stato un silenzio colpevole che ha innescato l’appetito vorace di un dittatore senza scrupoli.
In realtà Putin ha solo un punto debole ed è il “fronte interno”: quello della dissidenza, della coscienza di un popolo che rifiuta il genocidio ucraino e che non vuole assecondare il baratro della rovina verso cui lo sta spingendo il dittatore.
La storia insegna che alla fine nell’assecondare i progetti folli di un dittatore a rimetterci è sempre e comunque il popolo.
Putin ha perseguito con lucida strategia di rendere inoffensivo ed impotente il “fronte interno”.
Ecco perché da tempo ha avvelenato, ucciso, incarcerato tutti gli oppositori interni.
Ecco perché vieta persino di utilizzare i termini “guerra”, invasione e simili a proposito dell’Ucraina.
Ecco perché ha fatto promulgare dalla Duma, il parlamento fantoccio, una legge che punisce con 15 anni di carcere ogni autore di notizie che non siano compiacenti ai suoi desideri.
Ecco perché ha costretto le televisioni internazionali a ritirare i loro corrispondenti.
Ogni informazione libera e indipendente all’interno della Russia è stata annientata con lucida ferocia.
Putin continuerà a prendere in giro l’Occidente ed i suoi “intermediari”, proporrà finte tregue sino a quando Zelensky ed i suoi non si arrenderanno di fronte al genocidio del popolo ucraino.
Dopo l’Ucraina sarà la volta della Transnistria, quella lingua di terra tra l’Ucraina e la Moldavia che risulta indipendente. O della Moldavia? O dell’Estonia?
E poi? Chi porrà fine ai sogni di guerra del dittatore Putin?
L’FSB, il servizio segreto successore della KGB, assicura a Putin l’intercettazione di ogni membro del governo russo, sorveglia ogni comunicazione, ogni contatto ed ogni movimento di ogni politico russo. Pronto ad intervenire con “malattie” improvvise, incidenti o altro.
I veri eroi della Russia moderna sono i dissidenti, coloro che di fronte al dittatore non hanno paura di protestare e di invocare la libertà.
Putin teme loro più di ogni altra potenza estera. Ecco perché reprime con ferocia ogni tentativo di protesta e rassicura il popolo russo, fomentando l’odio verso le nazioni estere, colpevoli di “russofobia”.
Questa guerra potrà finire solo con la destituzione del dittatore Putin. Il mantenimento al potere di Putin è fuoco che cova sotto le ceneri.
Ed il popolo russo lo ha compreso.
By Michele Barbera


domenica 27 febbraio 2022

CARO VLADIMIR PUTIN...

 








La storia tragicamente si ripete. Nulla di nuovo sotto il sole. Sei il capo di un popolo che ha vissuto dittature, dispotismi e rivoluzioni, successi imperialistici e rovinose decadenze. Uno fra i tanti. 
Sei un leader che vuole esaltare il suo sentimento nazionale, il "patriottismo", che da quando è capo del suo governo persegue un ideale di grandezza, poco importa se personale o di tutta la nazione. Ci hanno provato in tanti, di recente personaggi come Hitler, Mussolini, Stalin, per fare esempi di cui tutti abbiamo memoria. Dittatori prima esaltati dai loro stessi popoli, poi umiliati e poi condannati.
Il copione è sempre lo stesso: annientamento dell’opposizione interna, culto della propria immagine di eroe-patriota, instaurazione di un regime autocratico ed antidemocratico, creazione del nemico “esterno”, espansionismo imperialista. Fino alla fine.
Per te parla la storia dell'interventismo in Siria, Libia, Crimea. Per non parlare degli stati mediorientali. Conflitti che non hanno aiutato quei popoli, ma che li hanno trascinati in un baratro di miseria e degrado. 
Pretesti per fare la guerra non ne mancano mai. Soprattutto se si confida che gli altri stati non reagiranno. Soprattutto se si attaccano paesi che hanno un apparato bellico nemmeno lontanamente paragonabile a quello di una superpotenza. 
Dicevi di voler difendere i confini della Russia dall’aggressione “potenziale” della Nato, dicevi di volere difendere le minoranze russofone del sud dell’Ucraina. Ma i fatti parlano di altro. Parlano di una leadership ucraina non digerita, di una democrazia che si muoveva in autonomia rispetto ai tuoi desideri. Parlano di una invasione programmata e deliberata di tutta una nazione, di un piano programmato di sterminio. Il tutto con la minaccia alle nazioni "occidentali" di non intervenire.
Sei ad un passo dallo scatenare la terza guerra mondiale. Che per l’umanità potrebbe essere l’ultima.
Se un giorno vi sarà memoria di questo come pensi che sarai ricordato?
Quante migliaia (decine, centinaia di migliaia?) di morti, anche innocenti, donne, bambini, quanti “effetti collaterali” ci vorranno prima di placare la tua violenza, il tuo “desiderio di potenza”? Che non è quello del popolo russo. Ne sono certo.
Pensavi che il dispiegamento bellico bastasse per far crollare il governo ucraino, che il popolo ucraino ti accogliesse come un liberatore (ma davvero pensavi questo?). Così non è stato.
Capisco perfettamente che per te è meglio ordinare l’”offensiva totale” piuttosto che di ordinare il ritiro dei carri armati, perché perderesti la faccia. O il potere. Cerchi ancora pretesti pseudo-politici ed insulti deliberatamente il governo ucraino, colpevole solo di non arrendersi. Credi davvero che questo sia il meglio per il popolo russo? 
Ogni guerra è un vicolo cieco. L'odio porta odio e la violenza porta la violenza. Gli antichi strateghi insegnano che la migliore vittoria è quella in cui non si combatte. Hai commesso un errore fatale che può costare la sopravvivenza di tutta l’umanità. Vuoi davvero questo?
Rifletti. Vuoi essere davvero catalogato in futuro (se ci sarà un futuro) come il più grande criminale di guerra del secondo millennio?
La tua storia personale parla di un uomo che ha sempre soppesato ogni sua azione, di uno stratega che calcola e riflette prima di ogni decisione.
L’impulsività fa male ed ancor di più quando sono in gioco la sopravvivenza ed il benessere dei popoli.
Il potere di un individuo vale davvero la distruzione dei popoli? La storia ci insegna di no.
L’umanità è ad una grande svolta: le questioni ambientali, lo sviluppo ecosostenibile, le scelte etiche di eguaglianza fra i popoli, il rispetto della natura e del pianeta. Sono queste le grandi sfide che i popoli dovranno necessariamente sostenere nei prossimi anni.
Una guerra non serve a nulla. Se non a portare distruzione e morte. Un cammino senza ritorno.
Vuoi davvero questo?
By Michele Barbera




martedì 1 febbraio 2022

FIDEIUSSIONI BANCARIE? 10 COSE DA SAPERE PRIMA DI FIRMARE

 

Le fideiussioni sono garanzie personali che Banche e istituti finanziari fanno firmare non ai debitori, cioè a coloro a cui erogano il prestito, ma a soggetti terzi, spesso parenti o amici, per “garantire” il prestito. Spesso viene detto a chi firma che è solo una formalità, ed altrettanto spesso quella firma si trasforma in un incubo per chi firma perché deve rispondere di un debito non suo e non pagato dal debitore principale.

Ecco cosa c’è da sapere per non farsi raggirare dalla Banca quando vi chiedono la firma della fideiussione:

1. Per prima cosa, vagliate la posizione di chi vi chiede la garanzia. Anche se amico o parente, se pensate che il debitore non possa pagare il debito meglio non dare la garanzia. Spiegate il perché chiaramente, senza avere rimorsi: il favore che vi sta chiedendo potrebbe costarvi molto caro nel futuro. E finireste lo stesso col litigare.

2. Chiedete chiarimenti sul prestito o debito principale (mutuo, finanziamento, conto corrente), meglio ancora fatevi consegnare una copia del contratto principale e cercate di capire bene costa state garantendo.

3. Non accettare fideiussioni “omnibus”, generiche o indeterminate nell’ammontare. Né fideiussioni per  “debiti futuri”. Altrimenti è come se firmaste una cambiale in bianco che vi impegnerà per tutta la vita. La fideiussione deve contenere un limite massimo di somma garantita e, meglio ancora, una scadenza. Non firmate “estensioni” della fideiussione che aggravano la garanzia.  

4. Fatevi consegnare una copia della fideiussione che firmate. Ne avete diritto. Se non vogliono darla, rifiutate la firma e pretendete che ogni documento da Voi firmato sia distrutto davanti a Voi in originale.

5. Ricordatevi che avete diritto ad informazioni periodiche sulla entità e variazione del debito garantito (ogni 6 o 12 mesi). Se non Le mandano, alla scadenza diffidate la banca con la minaccia di sciogliere la garanzia e fare decadere la fideiussione.  La Banca ha l’obbligo di inviarLe, soprattutto se il debito va in “sofferenza”, non viene pagato o se il debitore peggiora le sue condizioni economiche.

6. Informatevi se vi sono altri fideiussori o garanti. È vostro diritto saperlo. Nel caso di scorrettezze della Banca o del debitore potete intraprendere un’azione congiunta.

7. Pretendete di conoscere a quali condizioni vi potete liberare dalla fideiussione. Se non è chiaro (nella quasi totalità) fatele esaminare ad un consulente di vostra fiducia. È importante che sappiate come liberarvi dalla garanzia in qualsiasi momento. Ricordate che la fideiussione decade se il debitore principale non adempie il debito e la Banca non agisce contro di lui entro i sei mesi successivi.

8. Sappiate che la firma di una fideiussione vi intralcia allorché dovete richiedere un prestito o un finanziamento per conto vostro. I dati finanziari della fideiussione, infatti, sono trasmessi alle Centrali rischio (Banca d’Italia, Crif, etc...) per cui gli importi garantiti si riflettono sulla vostra capacità ed affidabilità.

9. Quando il debitore principale ha estinto il debito richiedete una liberatoria della fideiussione alla Banca o all’istituto finanziario. Per legge la debbono dare, altrimenti rischiate che la garanzia venga “girata” ad altri debiti dello stesso debitore.

10. Se avete depositi o conti presso lo stesso istituto dove avete firmato la fideiussione a favore di terzi ricordate che la Banca può bloccarvi il conto se il debito principale non viene pagato. Per cui è meglio non avere conti o depositi nella stessa Banca. Se ve lo vogliono fare aprire, rifiutate.

Da ultimo, ricordate che la Corte di Cassazione ha dichiarato numerose clausole illegittime, specie se tratte da schemi di fideiussione predisposti dalla Banca. Per cui è bene che prima di firmare garanzie, fate esaminare il contratto o la lettera di fideiussione ad un legale di vostra fiducia.

By Michele Barbera 

domenica 5 dicembre 2021

A RISCHIO CROLLO LA TORRE CORSARA DI PORTO PALO DI MENFI: COMINCIA IL BALLETTO (INUTILE) DELLE COMPETENZE

 


Domina la costa di Porto Palo di Menfi da tempo immemorabile. Tutti, menfitani e non, la considerano il vero simbolo di una borgata che svetta su una spiaggia meravigliosa. Quest'estate è stata al centro di una polemica assurda e pirandelliana. 
Adesso, però, la "Vecchia Signora" è stata ferita gravemente, e questa volta di chiacchiere ne possiamo ( e dovremmo) fare pochissime. 
L'attività urbanistica degli ultimi decenni ha vissuto ed è passata dribblando tante "carte", revisioni, adattamenti di PRG ed altre pianificazioni che, al solito, hanno danneggiato molti e privilegiato pochi, ingrassando solo l'Agenzia delle Entrate che è piombata come un avvoltoio sui trasferimenti della misteriosa zona "T" di lotaniana memoria che ha miracolosamente trasformato a fini fiscali i terreni agricoli in terreni "potenzialmente" edificabili e, perciò, sottoponibili ad una bruciante e fantozziana tassa di registrazione. 
Al di là delle barzellette (che fanno piangere), i guasti alla pianificazione urbanistica si sono visti nelle successive esigenze di modifiche dei piani, mai giusti, mai adeguati, mai...tutto. 
Viceversa, a parte gli spendaccioni (ed a volte inutili) interventi buttati qua e là sul territorio, secondo il vento dei finanziamenti, delle buone intenzioni è rimasto poco o quasi nulla. 
Sono rimaste vittime illustri le strade, bucherellate e sfasciate in modo equo per tutto il territorio, vittima le opere pubbliche, vittima gli spazi pubblici a volte usurpati e piegati a logiche private. 
Investimenti? Quali? Tutto ciò che poteva rilanciare il territorio è stato sapientemente bocciato, denigrato, vilipeso ed alla fine devitalizzato. 
Ma ritorniamo alla Torre. 
Nessun intervento negli scorsi decenni. Neanche quando i soldi c'erano. Colpa di chi? Boh.
E' dai tempi dei Regi Decreti che le autorità (con la "a" minuscola) impongono divieti e vincoli sulla zona di Porto Palo.  
Mai una volta, però, che si fossero decisi ad intervenire per il consolidamento del costone. 
Oggi tutti a piangere e tremare per il crollo della Torre che non è quella di Pisa e, state tranquilli, poco ci vuole (questione di baricentro mi spiegava un ingegnere) e potrebbe venir giù.
Gli interventi? Importanti, necessari e urgenti mi diceva quell'ingegnere che ama Menfi, un tipo pratico (forse per questo inviso alla burocrazia nostrana): palificazioni, riempimenti, etc...
Invece, si parla di sopralluoghi, poi di incarichi, poi di progettazione, poi di finanziamenti... poi, poi, poi... L'incubo delle carte. Già. 
Ma una somma urgenza? E di chi del Genio Civile? E la Sovrintendenza? I beni artistici, la Regione, il P.A.I. idrogeologico, la forestale....Come la mettiamo? E se poi qualcuno fa qualche denuncia alla Procura? Le carte debbono essere a posto.
Carte, carte ed ancora carte. 
Non penso che la Vecchia Signora abbia ancora voglia di aspettare. O, forse, siamo noi che non la meritiamo per non averla saputa tutelare, proteggere a tempo debito. 
Poi il colpo di genio. 
Qualcuno propone di lasciarla andare giù e di sostituirla con una gigantografia...di carta: UNA GRANDE FOTOGRAFIA di com'era la Torre. Bella, antisimica, vuota e... piatta, come l'elettroencefalo di qualcuno.
By Michele Barbera 



venerdì 3 dicembre 2021

FACEBOOK E GLI IMBECILLI DI UMBERTO ECO

 




Sono sempre stato un fan culturale di Umberto Eco ed ho letto parecchio di lui (non solo “Il nome della rosa”): era e rimane un saggista formidabile ed un affabulatore colto e raffinato. Dopo la sua morte, nel panorama culturale italiano indubbiamente si è creato un vuoto difficile da riempire.
Tuttavia, non sono mai stato d’accordo sulla sua nota affermazione del 2015 per la quale i social , che pure consentono alle persone di restare in contatto fra loro, danno la parola a “legioni di imbecilli”.
Il “Fatto Quotidiano” etichettò le parole di Eco come frutto astioso di “controcorrentismo”, di  una “battaglia di retroguardia venata di snobismo”, dando, però, al professor Eco l’onore delle armi.
A distanza di anni, morto Eco, le sue parole risultano ancora di più errate.
Questo non perché siano venuti meno gli “imbecilli” o gli ignoranti o i visionari, ma perché siamo sicuri che “zittirli” sia la cosa più giusta?
Quello che mi angoscia, infatti, è ben altro.
La libertà di espressione sta diventando una specie in via di estinzione. E non mi riferisco alla boiata dell’Unione Europea che era giunta (santi numi, se non è follia ed imbecillità questa!) a proibire di dire “Natale” e “Maria”, ma ad una sottile strategia mass-mediatica che, anche attraverso i social (o soprattutto), comprime in modo crescente la libertà di espressione del “dissidente” e non solo quando si tratta di insulti ed improperi.
La televisione, i giornali (quei pochi che sono sopravvissuti), gli stessi social, veicolano informazioni in modo sempre più controllato e plagiato, orientano gusti, tendenze e scelte della gente.
A nulla serve che le Autorità garanti della concorrenza abbiano sempre fascicoli aperti e sfornino multe milionarie alle multinazionali del web, colpevoli di controllare a piacimento le ricerche degli ignari utenti (imbecilli pure loro?). La verità è che dietro questi “orientamenti” ed influenze si nasconde una sottile ed impalpabile censura, un bavaglio virtuale che, a seconda dei temi, diventa via via più pressante.
A tutti sarà capitato di fare una ricerca sul web di un determinato oggetto e subito dopo, qualsiasi sia la pagina aperta, vi compariranno – come per magia - finestre pubblicitarie  ed informative su quel bene. Come se vi avessero letto nel cervello. Ma sappiamo che non è così.
Per cercare opinioni diverse da quelle “dominanti” dovete fare ricerche trasversali, impegnarvi su siti poco conosciuti ed anche lì troverete sempre la pubblicità e le informazioni che il Grande Fratello del web ci propina senza nessun rispetto per la nostra libertà di scelta e di pensiero.
Così come a volte capita di essere “bloccati” o sospesi o vedersi cancellata una pagina perché l’insondabile Entità del web ha decretato che quello che è stato scritto o postato non era “internettianamnte” corretto o ha violato chissà quale “norma” di condotta.
Ecco il pericolo: siamo censurati senza rendercene conto, siamo schiavizzati nelle nostre scelte e razzoliamo come polli nel cortile ben chiuso che l’Entità ha prescelto per noi. Viviamo in una prigione virtuale senza che sappiamo neanche chi siano i nostri carcerieri.
Questo è lo scenario, che ci piaccia o no. A cui pochi hanno la forza e la voglia di ribellarsi.
Allora, caro Umberto Eco, avevi torto. Viva gli imbecilli, anche se sbagliano o esprimono in modo sgrammaticato la loro opinione, viva chi dissente dal “pensiero dominante” e ci trascina nella sua polemica, che ravviva la discussione e la riflessione.
La libertà di espressione implica certamente un pericolo, ma credimi caro Umberto, il pericolo è di gran lunga inferiore a quello di rimanere chiusi nella gabbia del conformismo. Anche se all’ultima moda e griffato.
Del resto, che gli imbecilli siano tali è essa stessa una opinione. Del tutto soggettiva. 
By Michele Barbera