domenica 30 giugno 2019

IL TESORO DI INYCON TRA MITO E TRADIZIONE


In questi giorni di chiacchiere (fisiologicamente sterili) sul recente svolgimento della manifestazione "Inycon", un paio di amici mi hanno tirato in ballo, ricordandosi improvvisamente (dopo oltre vent'anni!) che il primo regolamento del marchio "Inycon" lo avevo redatto io in collaborazione con la Giunta dell'epoca. E lamentando quasi il mio silenzio sulla querelle che divide (si fa per dire) i menfitani.
A prescindere dal fatto in sé, è ovvio che il mio contributo, senza polemiche, non può che essere dato se non a titolo personale. 
Inycon era nata come una manifestazione "fuori dagli schemi". Non la solita fiera paesana o sagra alimentare. Era nata come un mix sensoriale, in cui l'utente doveva trarre emozioni culturali e materiali, fisiche.
Il suo "marchio" era un riassunto di simboli che traevano vita ed energia dalla celebrazione della natura. In questo contenitore, protagonista, di sicuro, era l'uva ed il suo diretto discendente, il vino, o meglio, la cultura, il mito, la tradizione del vino. Un elemento trascinante che coinvolgeva il "fattore umano" e sociale di Menfi e della sua civiltà contadina, che aveva saputo costruire una tradizione enologica di tutto rispetto. 
Già l'amico Salvo Ognibene, nel suo blog, nel 2016 lamentava una sorta di involuzione della manifestazione, a cominciare dal restyling del marchio e si poneva seri interrogativi sull'identità della manifestazione lasciata quasi ad un innaturale "decadimento". 
In breve, faccio le seguenti osservazioni: 
a) Inycon deve costruirsi (o ri-costruirsi) una propria identità forte e chiara. Deve puntare ad amplificare l'offerta culturale del "vino" non semplicemente come alimento da degustare, ma come frutto di una tradizione che coinvolge tutti i sensi della conoscenza.
b) Inycon non si può improvvisare, né ha senso rincorrere altre realtà che, per motivi di marketing o per disponibilità di fondi, puntano a una grandeur che, magari, è in stretta contingenza a fattori economici e di disponibilità finanziarie. 
c) Bisogna rivalutare la Storia di Inycon. Le istantanee del passato sono ricordi che fanno riflettere e mostrano le radici culturali di una manifestazione evocativa che non è fiera o sagra, ma vuole essere celebrativa di un fenomeno culturale prima che gastronomico. Un fenomeno che fa storia e diventa memoria.
d) Inycon non è il Carnevale di Sciacca o il Palio di Siena. L'identità di Inycon è quella degli agricoltori che mettono a frutto la terra, è il paesaggio, la natura, il sapore fragrante delle olive molite, l'aroma speziato del mosto ed il calore delle messi che maturano al sole. 
Inycon non si conta dal numero degli espositori ma dal messaggio che sa trasmettere e che fidelizza l'utente.
Più che "offrire" il vino, mostriamo "come si fa" il vino, cos'è il vino, da dove viene, unitamente alla sua storia e, perché no, al suo mito. 
In ciò non ha senso processare questa o quell'Amministrazione comunale. 
Il successo di Inycon non dipende dall'individuo, ma dalla collettività, dal "senso di gruppo" che deve contraddistinguere la comunità, con il collante dell'accoglienza e dell'ospitalità. 
Spero che questi miei pensieri aiutino a riflettere, tutti, compresi i miei amici. 
Lunga vita ad Inycon.  
By Michele Barbera 





sabato 1 giugno 2019

LETTERANDO IN FEST 2019: NICO E LA SUA STORIA


Ancora una volta loro, i giovani, protagonisti della Storia. L'eccezionale partecipazione di Antonella Borsellino di Libera che converserà con gli studenti e, perché no, con chi vuole condividere con noi un evento unico. Rimarrà qualcosa in ognuno di noi. Ne sono certo. Sarà un incontro di idee buone, di quelle che servono a crescere, dove chi parla finirà con l'imparare di più di chi ascolta. Tutti insieme. Ci sentiremo dopo, negli appunti di viaggio di un cammino che non vuole finire. Guarderemo il domani negli occhi dei nostri giovani, per un futuro che ci appartiene. 
By Michele Barbera 

venerdì 31 maggio 2019

STORIA DI NICO TOUR: LIBRI IN FESTA A SCIACCA


 



La Storia di Nico cresce di nuove esperienze. Al "Libri in Festa" del Comune di Sciacca, in collaborazione con il Liceo Classico "T. Fazello" i giovani si sono dati appuntamento per leggere, commentare, discutere il romanzo "Nessuno deve tacere". 
Nico, i suoi dubbi, le sue scelte, il coraggio di affrontare un futuro pieno di incognite.  










 Un appuntamento imperdibile, entusiasmante ed emozionante che ha arricchito il cammino di Nico e degli altri personaggi di un dialogo importante con i giovani. 

Dopo l'eccezionale confronto con gli studenti a Mazara del Vallo, scopro l'interesse e la passione che unisce chi legge la storia di Nico. 
A brevissimo l'altro importante appuntamento al Letterando in Fest. Ancora una volta discuteremo dei nostri valori, di ciò che è essenziale per vivere la nostra Terra e migliorare la nostra società.

"Nessuno deve tacere", un monito che si è fatto speranza, un'idea che è diventata cammino, condivisione, voglia di combattere. Nella lettura dell'art. 21 della Costituzione, nel credere che un futuro migliore è sempre possibile. 
Dalla lettura del testo all'introspezione dei personaggi, passando per la storia della Sicilia, per l'eredità di chi ci ha preceduto, fascinando sulla bellezza del territorio e dei suoi paesaggi, in un isola da sempre avvolta nel mistero del mito e di arcaici riti. 
Grazie alle Docenti ed alla Dirigente che si sono prodigate per l'eccezionale incontro e grazie sopratutto a voi, studenti, compagni di Nico, che con lui vi siete avventurati nella difficile convivenza dei valori della legalità con la libertà di crescere e di vivere il vostro futuro. 
By Michele Barbera 

lunedì 27 maggio 2019

IL PARTITO POLITICO PIÙ FORTE D’ITALIA? L’OPINIONE PUBBLICA



L’esito delle elezioni europee lo ha dimostrato. Esiste nel corpo elettorale attivo (quelli cioè che vanno a votare), in misura del venti per cento, una massa che vota non per appartenenza, ma per convenienza, anzi, per “contingenza”, secondo il momento, l'istinto o anche l'affezione transitoria.
Se ne sono avvantaggiati (e ne hanno fatto le spese) Forza Italia, l'Italia dei Valori, lo stesso Partito Democratico, i Cinque Stelle, sino ad arrivare alla Lega.
Tutto l'arco politico costituzionale ha prima o poi fatto i conti con questa di massa di elettori, e non chiamateli "indecisi". Sarebbe da ingenui o, peggio, da stupidi.
Il partito dell’opinione, disilluso da ideologie e/o appartenenze di tessera, vota secondo l’analisi del momento, guarda in faccia chi meglio può incarnare lo status della coscienza collettiva.
In questo momento storico, l’immigrazione, la sicurezza, la precarietà economica, il mancato sviluppo, i no ai cantieri, l'assenza di una politica di investimenti, la paura di una Europa matrigna hanno eviscerato il ventre politico degli italiani.

Messi di lato i Cinque Stelle, vittime delle loro stesse false promesse-utopie, archiviato il diktat berlusconiano dell’anticomunismo istituzionale, gli italiani hanno mostrato sopratutto interesse verso il decisionismo, verso la sicurezza, verso un Salvini che non ha avuto paura di scontrarsi contro chicchessia, sfidando leggi e pregiudizi con le sue convinzioni e con la promessa di un cambiamento “per gli italiani” che arrivi sino a Bruxelles.
Il tempo sarà giusto giudice. Ma è chiaro, ed i fatti lo dimostrano, che il partito dell’opinione non dimentica. Sa attendere, ed – al momento giusto – premierà o punirà gli illusionisti del consenso facile, abbattendo con la scure a due cifre, il profitto elettorale.
Si potrà tacciare di qualunquismo la massa degli opinionisti, ma non è così. Chiedono, e a giusto titolo, che chi si è impegnato mantenga la parola. E le bugie elettorali hanno sempre le gambe corte, dato che sempre più gli italiani hanno la digestione difficile e sono intolleranti alle chiacchiere ad alto tasso di minchionaggine. Ciò tanto più che le maschere ideologiche sono cadute e l’alibi del “non è colpa nostra” non regge più.
Gli italiani, da tempo, vogliono una classe politica affidabile, capace, coerente ed il più possibile onesta.
Ma, forse, chiedono troppo.
By Michele Barbera

giovedì 9 maggio 2019

"NESSUNO DEVE TACERE" AL MAGGIO DEI LIBRI: A MAZARA DEL VALLO IL 21 MAGGIO





Il "Maggio dei Libri" 2019 vede anche l'impegno di Nico e la sua storia. Raccogliendo l'invito della Dirigente Scolastica dell'Istituto Comprensivo Giuseppe Grassa di Mazara del Vallo, saremo presenti il 21 maggio prima nell'Aula Magna del Plesso Centrale alle ore 9:00, per poi trasferirci al Plesso di Via G. Gualtiero per un Laboratorio di Lettura che vedrà confrontarci con adolescenti, studenti, insegnanti e componenti del mondo scolastico. 

Un appuntamento impegnativo e stimolante, perché proprio nel mondo scolastico la cultura si confronta con la società e si veicolano messaggi formativi di eccezionale importanza, quali quelli sulla legalità e sull'impegno civile di ognuno di noi nel nostro ambito sociale e lavorativo.
Per sconfiggere l'omertà, la collusione e la malapianta della mafia. 
Sono veramente grato al Dirigente Scolastico, Prof.ssa Teresa Guazzelli per questa eccezionale opportunità di  "doppio" dialogo con gli studenti di Mazara del Vallo. 
Ecco la brillante presentazione dell'iniziativa sul Portale del Maggio dei Libri: 


MICHELE BARBERA, AVVOCATO CON IL VIZIO DELLA SCRITTURA, INCONTRA GLI ALUNNI DELLE CLASSI TERZE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 'GIUSEPPE GRASSA' DI MAZARA DEL VALLO PER PRESENTARE IL SUO ULTIMO ROMANZO 'NESSUNO DEVE TACERE'
IL TESTO È INTIMO E SOFFERTO PERCHÉ COSTRUITO ATTORNO ALLA FIGURA DI NICO, FIGLIO DI UN TESTIMONE DI GIUSTIZIA, CHE, DA ADOLESCENTE SCANZONATO, SI TROVA A CONDIVIDERE LA SCELTA DEL PADRE. 
L'AUTORE HA DECISO DI PUBBLICARE IL ROMANZO DOPO UN LUNGO TRAVAGLIO DI COSCIENZA IN QUANTO HA RIVERSATO NELLA SUA SCRITTURA QUEL MONDO CORALE, PIENO DI FIGURE ESEMPLARI O ANCHE AMBIGUE E TERRIBILI, CHE GLI È DATO INCONTRARE NELLA QUOTIDIANITÀ DEL PROPRIO LAVORO FORENSE. 
LA LETTURA DEL TESTO, A POCHI GIORNI DELL'ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI, È UN MONITO POTENTE A SEGUIRE ESEMPI CORAGGIOSI CHE VENGONO DALLA GENTE COMUNE, NELLO SPECIFICO UN RAGAZZO. 


Un arrivederci a presto con il NicoTour 2019.
By Michele Barbera