Fatti, idee e riflessioni su Cultura, Cronaca e Società. "Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui” (E. Pound) "Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso" (N. Mandela)
sabato 28 maggio 2022
SICILIA GRANAIO D'ITALIA? LE SCELLERATE POLITICHE AGRICOLE EUROPEE
lunedì 23 maggio 2022
GUIDA BREVE AI REFERENDUM DEL 12 GIUGNO
Il 12 giugno 2022 oltre 51 milioni di elettori voteranno su cinque referendum abrogativi indetti con decreti del Presidente della Repubblica del 6 aprile scorso per il giorno di domenica 12 giugno 2022.
ABROGATIVO significa che votando SI' si abroga, dunque, si cancella una legge in vigore.
Chi vuole mantenere le leggi attuali deve votare NO.
Nel dettaglio, avranno i seguenti colori:
- scheda di colore rosso per il Referendum n. 1: in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi;VOTANDO SI' anche chi è condannato per reati gravi con sentenza definitiva può essere eletto e ricoprire responsabilità di Governo
- scheda di colore arancione per il referendum n. 2: limitazione delle misure cautelari nel processo penale; VOTANDO SI' chi è indagato per un reato non può essere detenuto in carcere anche se si teme che possa compiere altri reati gravi
- scheda di colore giallo per il referendum n. 3: separazione delle funzioni dei magistrati. VOTANDO SI' si esclude che un magistrato durante la carriera passi a fare il Giudice da Pubblico Ministero e viceversa,
- scheda di colore grigio per il Referendum n. 4 : partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. VOTANDO SI' gli avvocati che fanno parte dei Consigli giudiziari potranno votare in merito alla valutazione dell’operato dei magistrati e della loro professionalità.
- scheda di colore verde per il Referendum n. 5: abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. VOTANDO SI' si cancella l’obbligo di un magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per presentare la propria candidatura al Consiglio Superiore della Magistratura.
Dal Ministero dell'Interno risulta che il corpo elettorale comprensivo anche degli elettori residenti all’estero, desunto dalla rilevazione semestrale 31.12.2021, è pari a 51.533.195 di cui: 25.039.273 uomini e 26.493.922 donne.
By Michele Barbera
mercoledì 18 maggio 2022
MENFI: INTITOLATA UNA PIAZZA AL POETA DIALETTALE NINO ARDIZZONE
mmezzu la terra tutta abrivirata
cu li pidduzzi dintra la stivali
pista e caddia, mmezzu li vattali.
e l'omu curvu sutta la calura
si chianta l'ova, soffri e un dici nenti
tuttu nfangatu e chinu di sudura.
mittennu ncapu terra lu gigghiuni
prosparu, beddu, chinu di bardazza
chi tra 'nnabrivirata e 'nna zappata
metti ad ognunu 'npettu la spiranza
c'un fussi chista natra malannata.
ma la cardunera chianci,
la cardunera ridi
e ridi e chianci chiddu chi la chianta
chi prea lu cristu cu 'nna pacenza tanta.
'paviri chi ti chiantà tuttu sudatu
ora ti cogghi prestu la matina
tuttu finu a lu cintu assampanatu
di li tò foghi chini d'acquazzina
e 'nti la facci senti 'nna vampata
quannu trova la triffa addisirata.
ma quannu finisci poi 'nti la pignata
ognunu chi ti mangia t'assapura
fritta a stufatu o fatta strapazzata.
chi 'nun ti fa arrustuta n'ta lo focu
cu anticchia d'oghiu e un pizzicu di sali
si megghiu di la carni di maiali.
virdi, viola di beddi culuri
quannu li metti mmucca su dda cosa
chi dunanu a la vita lu sapuri.
ma arrivatu a lu cori
è muccuni di re.
di li verduri tu si la chiù bedda
però cu tia la vita è sempri dura
si un veru gran misteru di natura.
Terra
né ciavuru di fenu ammanucchiatu
manca lu cavaddunciu, non c’è la gregna,
lu postu d’aria è sulu e disulatu.
manca lu parafocu latu e latu
d’un virdi quasi russastru di vriogna
c’è sulu lu garifu ammaraggiatu.
chi lu iermitu ammasa a la bisogna,
la maistria di lu ‘nfasciaturi
chi cu ancinu e ancinedda, fa la gregna.
chi l’aria batti, cu jumenti e muli
caccia la cucchia chinu di suduri
tra spichi e busi, aspari di suli.
la pagghia ammarvunata sutta ventu,
manca lu scrusciu di la cirnitina
lu ciavuru di spichi e di furmentu.
chi ‘ntona ‘ntà lu cori di la notti
nun c’è rituni ‘ncapu l’antaloru
nun c’è pagghieri cu finestri o porti.
manca lu ciascu, manca la lancedda
c’è sulu lu ricordu duci e amaru
di ‘nnà scarsa dieta puvuredda.
tuttu lu vilinazzu stramminatu
comu si l’omu avissi fattu guerra
guerra a la vita, guerra a lu criatu.
e nun si senti ciavuru di terra.
mercoledì 16 marzo 2022
LA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA CONDANNA PUTIN E LA RUSSIA
domenica 6 marzo 2022
PUTIN ED IL “FRONTE INTERNO”: LA GRANDE PAURA
Bisognerà poi vedere se Putin si fermerà all’Ucraina o pretenderà altri territori in nome dell’espansionismo.
L’indifferenza del mondo all’occupazione bellica della Crimea nel 2014 è stato un segnale non ascoltato, che ha portato oggi alla invasione ed alla strage degli Ucraini con la lucidità di un pazzo criminale.
È stato un silenzio colpevole che ha innescato l’appetito vorace di un dittatore senza scrupoli.
In realtà Putin ha solo un punto debole ed è il “fronte interno”: quello della dissidenza, della coscienza di un popolo che rifiuta il genocidio ucraino e che non vuole assecondare il baratro della rovina verso cui lo sta spingendo il dittatore.
La storia insegna che alla fine nell’assecondare i progetti folli di un dittatore a rimetterci è sempre e comunque il popolo.
Putin ha perseguito con lucida strategia di rendere inoffensivo ed impotente il “fronte interno”.
Ecco perché da tempo ha avvelenato, ucciso, incarcerato tutti gli oppositori interni.
Ecco perché vieta persino di utilizzare i termini “guerra”, invasione e simili a proposito dell’Ucraina.
Ecco perché ha fatto promulgare dalla Duma, il parlamento fantoccio, una legge che punisce con 15 anni di carcere ogni autore di notizie che non siano compiacenti ai suoi desideri.
Ecco perché ha costretto le televisioni internazionali a ritirare i loro corrispondenti.
Ogni informazione libera e indipendente all’interno della Russia è stata annientata con lucida ferocia.
Putin continuerà a prendere in giro l’Occidente ed i suoi “intermediari”, proporrà finte tregue sino a quando Zelensky ed i suoi non si arrenderanno di fronte al genocidio del popolo ucraino.
Dopo l’Ucraina sarà la volta della Transnistria, quella lingua di terra tra l’Ucraina e la Moldavia che risulta indipendente. O della Moldavia? O dell’Estonia?
E poi? Chi porrà fine ai sogni di guerra del dittatore Putin?
L’FSB, il servizio segreto successore della KGB, assicura a Putin l’intercettazione di ogni membro del governo russo, sorveglia ogni comunicazione, ogni contatto ed ogni movimento di ogni politico russo. Pronto ad intervenire con “malattie” improvvise, incidenti o altro.
I veri eroi della Russia moderna sono i dissidenti, coloro che di fronte al dittatore non hanno paura di protestare e di invocare la libertà.
Putin teme loro più di ogni altra potenza estera. Ecco perché reprime con ferocia ogni tentativo di protesta e rassicura il popolo russo, fomentando l’odio verso le nazioni estere, colpevoli di “russofobia”.
Questa guerra potrà finire solo con la destituzione del dittatore Putin. Il mantenimento al potere di Putin è fuoco che cova sotto le ceneri.
Ed il popolo russo lo ha compreso.
By Michele Barbera



