mercoledì 5 dicembre 2012

SE... di Rudyard Kipling


SE...


Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

“RIGOR MONTIS” E LA CONGIURA DEI BANCHIERI: NO AL MONTI-BIS



Capiamoci bene, alla fine, questa crisi non è “economica” ma “finanziaria”.
Cercherò di sintetizzare al massimo.
Ad essere sinceri, fino a quando nel 2011 non è esploso il famigerato “spread” la crisi in Italia era vista e vissuta con un certo distacco. La politica dei governi del centro destra è stata improntata all’incentivazione dei consumi, sperando che questo potesse far bilanciare i conti. Così non è stato.
Ma vediamo il perché.
Che Berlusconi non riscuotesse simpatia in Europa era un dato di fatto. Che da più parti si volesse causare la sua caduta è un dato di fatto.
Un altro dato di fatto, messo in luce dall’ex-ministro Brunetta e da altri economisti indipendenti, è che nel 2011 la Banca Centrale Tedesca aveva in mano una quantità considerevole di titoli italiani. Proprio così: la Germania investiva nel debito pubblico italiano. Lo spread era ai minimi.
Ad un certo punto questo equilibrio è saltato.
“Qualcuno”, e precisamente a giugno dello scorso anno, nella stanza dei bottoni del massimo istituto tedesco ha deciso di vendere una quantità iperbolica di titoli italiani ( si parla di otto miliardi di euro) intossicando il mercato, svalutando i titoli italiani e… spedendo Berlusconi a casa con un pesante “foglio di via”.
Arriva Monti, il quale – prima di accettare ogni incarico di governo – pensa di “blindarsi” e viene nominato dal Presidente Napolitano “senatore a vita” due giorni prima di assumere l’incarico di Presidente del Consiglio.
Monti non ha fatto alcuna politica economica o di sviluppo. Il suo obiettivo, l’unico, era quello di recuperare i rapporti con l’estero e con la Germania in particolare, evitando che i titoli italiani diventassero “spazzatura”. In altri termini, far vedere che l’Italia era “coperta ed allineata” ai diktat finanziari europei e della Germania.
Per fare questo Monti ha dovuto e voluto porre in essere l’unica cosa possibile: rastrellare quanto più contante possibile, spremendo gli italiani e facendo leva sulla paura dei partiti politici e del popolo di finire come in Grecia o in Spagna.
Di fatto, l’inasprimento della politica fiscale ha tolto energie vitali al Paese e fiaccato ogni aspirazione di sviluppo economico.
E’ stato un bene tutto ciò? NO.
Perché da un estremo si è passati ad un altro: è calata la fiducia dei consumatori, il fabbisogno pubblico ed il debito pubblico è aumentato, la produttività e gli investimenti sono crollati, la disoccupazione è schizzata a livelli record.
Monti nel suo rastrellamento si è comportato come un bravo segugio. Ha riportato l’Italia in condizioni di poter dialogare finanziariamente con gli altri Stati Europei, ha pagato e sovvenzionato gli aiuti agli Stati deboli, ha messo il sistema bancario italiano in condizioni di poter contare sul tesoretto e sugli interessi del debito pubblico italiano.
Oggi l’Italia ha una finanza pubblica forte, in grado di rastrellare fino all’ultimo centesimo nelle tasche degli italiani, ma ha un sistema economico assai debole e deficitario.
E tutti lo sanno che senza ripresa dei consumi e investimenti l’economia italiana è destinata a morire.
Monti ha fatto bene il suo ruolo e speso bene i soldi degli italiani, ma si è guardato bene dal realizzare anche una sola riforma seria: non ha toccato i privilegi della casta politica, non ha fatto nulla contro i grandi poteri industriali e bancari, si è sempre supinamente chinato ai poteri forti arrivando persino ad approvare per l’ILVA una norma che contrasta con il diritto alla salute dei cittadini di Taranto.
Monti, di fatto, ha commissariato l’Italia per conto dell’Europa, anzi per conto dei poteri finanziari dell’Europa che con la faccenda dello spread hanno guadagnato qualche miliardo di euro alla faccia del popolo italiano.
Ora basta.
Se alle prossime elezioni non ci sarà una classe politica “mezza seria” che si occuperà di svoltare pagina, di ridare fiducia alle famiglie ed alle imprese, di spazzare via la paura del terrorismo fiscale e della sudditanza ai poteri finanziari europei, occulti o meno che siano, l’Italia vivrà il prossimo quinquennio in modo estremamente oscuro e misero, in cui l’economia reale subirà ulteriormente una regressione fatale.
Potremo dimenticarci di essere una potenza industriale e l’Europa, anziché un terreno fertile di scambi economici diventerà per gli italiani un giogo difficilmente sopportabile. Per questo va scongiurato ogni possibile tentativo di un “Monti bis” che perpetuerebbe il “rastrellamento fiscale”, acuendo la crisi economica.
Né bisogna farsi illudere dalle belle parole di Monti e dalle lacrime di coccodrillo della Fornero.
L’economia reale ha subito un tragico tracollo da quando Monti è al governo.
La classe politica dovrebbe avere l’orgoglio di riscattarsi dalla “tecnocrazia” apparente. I nostri politici dovrebbero riappropriarsi del loro ruolo e dare una svolta al Paese con una politica di incentivazione della domanda e dei consumi e fare ricrescere, così - piano piano - gli investimenti. Monti non ne è stato capace, né è detto che lo voglia fare.
Ci vogliono idee e uomini nuovi. Ci vogliono parlamentari e governanti che, pensino, una volta tanto, seriamente a governare il Paese guardando  al futuro dell’Italia. Ma, soprattutto, degli italiani. 
By M.

venerdì 9 novembre 2012

ISTITUITA LA FESTA DEL 17 MARZO: GIORNO DELL’UNITA’ NAZIONALE, DELLA COSTITUZIONE, DELL’INNO E DELLA BANDIERA



Fa bene, ogni tanto, occuparsi di qualcosa che fa intravedere un lumicino di speranza nel buio del degrado politico nazionale.
Il Senato ha approvato il ddl che ha istituto la festa del 17 Marzo.
Un colpo d’ala della politica che invita al rispetto delle istituzioni, della nostra storia, e – perché no – al tanto bistrattato patriottismo.
Essere italiani significa anche questo: riconoscersi in valori, idee, simboli, canti, consacrati sull’altare dei sacrifici dei nostri partigiani, dei nostri eroi risorgimentali, delle nostre grandi figure politiche, dei ragazzi che in questo momento difendono i valori propugnati dall’Italia nelle lontane terre del Medio Oriente e dell’Asia centrale.
Un pensiero va anche ai due marò ingiustamente detenuti in India.
L’Italia è stato ed è un paese forte. Grazie agli Italiani.
Ed è giusto che le nuove generazioni apprezzino, con lo studio ed il dovuto rispetto, i valori ed i simboli su cui si fonda la nostra Patria.
L’inno di Mameli non è solo una canzonetta da cantare allo stadio quando la Nazionale fa gol.
I suoi versi trasudano il sangue di millenni di lotte, di giovani morti, di vite offerte nelle trincee per unire la nostra Penisola e per liberarla dal giogo e dal dominio straniero.
Condivido appieno l’istituzione di questa Festa Nazionale ed invito tutti a celebrarla con l’attenzione e, scusate, la devozione che richiede.
Non sarà la polemica sterile di qualche groppuscolo pseudo-politico, inutile, vacuo ed antipatriottico, ad offuscare la gloria della nostra storia. Si ricordino, questi vermiciattoli della politica, che se loro, con le loro idee balzane possono sedere in un Parlamento e dare sfogo alle loro cretinerie antipatriottiche, rubando e mangiando nello stesso piatto dove sputano, lo possono fare perché si trovano in un Paese libero e democratico.
Si ricordino costoro della grande lezione di Voltaire: “Non condivido le tue idee, ma mi batterò sino alla morte affinché tu le possa esprimere”: il sacrificio dei nostri eroi di ieri e di oggi serve anche e soprattutto a salvaguardare la libertà, oltre che nostra, anche di costoro.
W L’Italia.
By M.

martedì 30 ottobre 2012

IL DISEGNO DI LEGGE N.3491: L'ENNESIMO TENTATIVO DI METTERE IL BAVAGLIO ALLA RETE


In Senato si sta discutendo il disegno di legge n.3491, meglio conosciuto come la legge sulla "diffamazione". 
Una delle implicazioni che sembrano volere essere approvate è quella che impone ad ogni sito WEB, quindi anche blog di natura personale, l'immediata rettifica dei contenuti a semplice richiesta di chiunque possa sentirsi in qualche modo "leso" dai contenuti di un post, e ciò a prescindere dalla verità o meno dei contenuti del post o della pagina WEB.
In pratica, ogni blogger e/o ogni internauta che eserciti il proprio diritto di critica o riferisca fatti o persone di attualità o di realtà rischia di essere fatto segno di immediata richiesta di rettifica, sotto pena di salatissime sanzioni che possono arrivare sino a centomila euro. 
La tutela immediata e " a semplice richiesta" di fatto snaturerebbe l'esercizio del diritto di manifestazione di pensiero connaturato ai singoli blog e legittimerebbe chiunque, anche solo per una presunta lesione della privacy, a richiedere la rettifica o addirittura l'eliminazione della pagina web. 
C'è bisogno di dire altro?
Questo altro non è se non un becero strumento per impedire la libera circolazione di informazioni, l'esercizio del diritto di critica e di opinione. 
Su questo blog, nel mio piccolo mi sono occupato anche di farmi voce per tematiche che hanno riguardato centinaia se non migliaia di cittadini e di internauti. 
Ho accettato le critiche, i dissensi e le opinioni dei miei "lettori" su problemi a volte non semplici né delicati. 
E' ovvio che se una legge di quel tipo passasse non sarebbe più possibile occuparsi di  personaggi e fatti che  sono all'attenzione nel Web nell'interesse dei milioni di utenti, questioni - anche di una certa gravità -  che oggi si ritrovano pure all'attenzione della Magistratura.
Per farci tacere dovrebbero semplicemente mandarci una e-mail. 
E noi dovremmo autocensurarci. 
Non denunciare più niente e nessuno. 
E il paradosso che questo verrebbe fatto... IN NOME DELLA LEGGE!
By M. 


lunedì 29 ottobre 2012

ELEZIONI REGIONALI SICILIA. AFFLUENZA FERMA AL 47%: LA MAGGIORANZA DEI SICILIANI NON E' ANDATA A VOTARE!


Il dato è tanto triste ed angosciante quanto significativo: alle 22.00 di ieri sera, dati alla chiusura delle urne, la maggioranza dei siciliani non è andata a votare.
La lezione che dovrebbero trarne le centinaia di candidati e, sopratutto, la futura amministrazione regionale - quella che sarà - è sopratutto una: l'inganno è stato scoperto.
Le elezioni sono viste come una sorta di maxi-concorso, dove i candidati altro non sono che peones alla ricerca del posto privilegiato in uno scranno di Palazzo d'Orleans.
Così, la gente ha imparato a diffidare dalle vuote promesse e dalle palesi presi in giro fatte dal candidato di turno.
La politica è una cosa seria.
Una volta i partiti, prima di proporre un qualsiasi nominativo all'interno di una lista, valutavano la portata che quella candidatura poteva significare.
Si valutava la coerenza con il programma, con l'ideologia, il contato con la base.
E l'onorevole Tizio avrebbe rappresentato sempre quel simbolo, quel partito.
Il mandato elettorale era sempre quello. La base sapeva che il tale onorevole era il punto di riferimento del territorio e gli andavano a rompere le scatole se ritenevano che lui poteva fare qualcosa per quel territorio, per i suoi elettori.
Oggi tutto questo ha perso significato.
Nell'epoca del magna-magna tutti cercano di ottenere se non proprio un posto al sole, dato dalla lotteria delle urne, quanto meno un pezzettino di gloria, un posto di sottogoverno, un favore contraccambiato dal voto, una qualsiasi utilitas che giustifichi il gesto di alzarsi dalla poltrona la domenica, compiere qualche centinaio di metri ed apporre sulla fatidica scheda un paio di croci e scrivere un nome.
Altrimenti, come hanno detto in molti, non ne vale la pena.
Ma è davvero così?
Si è detto che un esempio vale più di mille parole.
Ed allora, l'invito, il migliore invito che possiamo fare alla squadra che andrà a guidare il Governo Regionale nella prossima legislatura è quello di svolgere bene il compito a cui sono stati demandati. Riscattare la figura del politico, effettuare quelle riforme che servano a risanare la politica, riducendo posti e privilegi, ma, sopratutto, perseguire l'obiettivo fondamentale della politeia, che i Greci hanno istituzionalizzato più di duemila anni fa: il bene del popolo.
M.