giovedì 16 luglio 2015

IL PIACERE DI LEGGERE: “IL CODICE AUTOGRAFO DELLE RIME DI ANTONIO FILOTEO OMODEI” di ANGELO MANITTA e GIUSEPPE MANITTA

ISBN 978-88-98885-65-7 - Edizioni Accademia Internazionale "IL CONVIVIO", 2015

Affascinante come un giallo, intrigante come un thriller e serio come solo lo può essere un raffinato studio di filologia. Raramente la ricerca filologica si fa apprezzare come nel caso di quest’opera: gli autori Angelo e Giuseppe Manitta sono gli animatori dell’Accademia “Il Convivio” che sempre più si segnala per le importanti iniziative nel panorama artistico e culturale internazionale. Ma i due autori sono soprattutto studiosi, attenti e raffinati. Così è stato per l’opera dedicata ad Antonio Filoteo Omodei le cui tracce storiche fino a poco tempo fa, erano scarni cenni biografici su due codici custoditi nella Biblioteca Comunale di Palermo, risalenti al 1500 ed al 1800.
Antonio Filoteo Omodei è nato intorno al 1517 (già la data di nascita è un piccolo mistero) a Castiglione di Sicilia. Da lì prende l’abbrivio una esistenza colta, completata da studi di diritto civile e canonico a Catania, e costellata da episodi curiosi che rendono sapida la lettura del libro.
Da Catania, Omodei si trasferisce a Roma, dove viene coinvolto in molteplici vicissitudini sociali, politiche e culturali e dove dà mano alle sue opere letterarie. Viene coinvolto anche in un famoso processo che ebbe ad oggetto un libello letterario che suonò ad offesa al Papa Paolo IV.
Ma prima ancora di tutto questo i due autori si sono dovuti occupare della identità stessa del personaggio. Dati storici contrastanti, pseudonimi, anagrammi speculari, acrostici celati sotto versi di sonetti di impostazione arcadica, hanno alimentato nella ricerca storica il dubbio se sotto la figura di Omodei si celasse un’unica figura o, addirittura due. Forse padre e figlio. Una sorta di sdoppiamento di persona  non solo psicologico e letterario, ma addirittura fisico. Fuorvianti e depistanti gli indizi disseminati in codici cinquecenteschi e in vari poemetti (assai significativi quelli indirizzati al Cardinale Giulio della Rovere ed a Annibale Caro) che ora fanno propendere per l’una o l’altra soluzione.
Non vi sveleremo il risultato delle ricerche dei due studiosi, che merita la lettura del libro, però un accenno alla scoperta del Codice Capponiano 139, custodito nella Biblioteca Vaticana, va fatto. Il Codice contiene rime e canzoni attribuibili al Filoteo Omodei, ma il contenuto non è semplicemente letterario, ma rivoluziona interamente il sapere sulla figura di Omodei, squarciando un velo storico di eccezionale importanza per una figura letteraria del cinquecento che, sicuramente, è stata ingiustamente obnubilata.
I due studiosi, lavorando sul Codice Vaticano, hanno saputo penetrarne i segreti a cominciare dal titolo: “Aetna travolta” che, capovolgendo le lettere (lì il senso di “travolta”) diventa Antea. Una donna? Un amore perduto? Tracce di questa figura femminile, probabilmente una nobildonna romana, altera e crudele, i due autori ne hanno rinvenuto diverse nel Codice Capponiano ed essa stessa rappresenta un pendant  felice per la ricostruzione dell’universo storico e culturale di Filoteo Omodei. Sotto metafora l’idillio diventa oggetto di un successivo romanzo di Filoteo Omodei.
Ma questo è solo un frammento, solo una vaga idea di quello che vien fuori dal rigorosissimo lavoro scientifico che è stato condensato nel libro e che, su alcuni aspetti, sintetizza mirabilmente lavori di altri studiosi, puntualmente citati, pur mantenendo tratti di assoluta originalità e freschezza di riflessione.
Così queste “Indagini su un inedito petrarchista del Cinquecento” hanno una eccezionale capacità divulgativa, dotate di un naturale intreccio fabulatorio che avvicina e cattura il lettore al mondo fascinoso della filologia, con una verve che supera di parecchie lunghezze certi romanzi-fumettoni di americana fattura, con il meraviglioso vantaggio che quanto indagato e descritto dai professori Manitta è tutto incredibilmente vero ed autentico.
Per chi volesse il libro, consiglio di ordinarlo, chiedendolo direttamente all’Accademia “Il Convivio”. Scrivere a Enza Conti: enzaconti@ilconvivio.org
By Michele Barbera 



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