domenica 3 gennaio 2021

2020: UN ANNO DA CANCELLARE?

 


Sono in molti a chiederselo. Al di là degli stupidi oroscopi e delle profezie a posteriori, è stato un anno contraddistinto da una pandemia che rimarrà (quella sì) negli annali della storia. Rimarrà ancora di più impressa perché legata – nel suo espandersi – alla modalità di contagio, estrema: il semplice contatto sociale, lo stare insieme, il viaggiare, la libertà di poter godere dei momenti di socialità, comunque espressa.
Il tempo recente ha dimostrato che il bisogno di stare insieme e di vivere la socialità è stato più forte del virus. È questa esigenza, che non è facile bollare come semplice trasgressione, non è lo scellerato negazionismo che ha condotto molti a gridare al complotto o a visionari dietrologismi.
I contagi, dopo il rallentamento estivo, sono riesplosi come le previsioni scientifiche più accorte, severe e, per questo più snobbate e criticate, prevedevano.
Non è stata solo una questione di errori umani o di comportamenti superficiali. È pesata l’assenza di libertà, di volere vivere con gli altri, di potere esternare e partecipare i nostri sentimenti, di vivere assieme. E anche l’illusione sciocca che tutto fosse finito.
La lezione è stata dura. Decine di migliaia di morti solo in Italia non sono bastati a sfamare questo virus diabolico che ci ha avviluppato l’esistenza e messo a nudo tutta la nostra debolezza.
Rimane ancora a tutt’oggi la paura, il timore, ma anche la speranza.
È ovvio che non basta cambiare la data del calendario per sentirci tranquilli o esorcizzare la pandemia. Ma neanche avere il terrore che tutto questo duri per sempre.
La storia umana, purtroppo, è episodicamente legata a eventi infausti, talvolta più terribili di questo coronavirus. Se c’è una cosa che l’evoluzione dell’umanità ha insegnato è quella che l’uomo ha incredibili capacità di adattamento e di resilienza.
Dobbiamo essere rispettosi della vita, propria ed altrui, e rimanere solidali. E, sopratutto, rispettare le regole. Questo significa fare tutto il possibile per arginare le conseguenze negative del virus. Perché ancora oggi sgomenta il dover conteggiare centinaia di morti ogni giorno solo in Italia.
Per questo l’anno appena trascorso merita, anzi dovrà essere ricordato. E non semplicemente come monito, ma come esperienza da cui trarre un grande insegnamento per tutta l’umanità.
I vaccini non sono solo una speranza, ma una concreta realtà scientifica che merita fiducia, pur con tutti i suoi errori e compromessi. Ritengo immotivato ed isterico il rifiuto di coloro che rifiutano a priori il vaccino solo per timore di conseguenze visionarie. Basta rileggere la storia dell’umanità per comprendere che i vaccini sono stati la soluzione a malattie funeste e devastanti.
Non basta sperare in un miracolo divino, ma anche sapere cogliere l’opportunità ed i mezzi che ci vengono offerti.
Di una cosa sono sicuro: non so quando finirà, ma so che finirà. E questo dipenderà anche da noi.
By Michele

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