Credo che Trump, alla fine, sia riuscito ad ottenere un suo personale
primato: quello di peggior presidente della storia degli Stati Uniti
d’America.
Ormai
non è solo questione di “opinionismi” social, ma negli ultimi
tempi anche le analisi degli economisti e dei politologi sono
allarmanti.
Trump
non ha alcun programma economico effettivo, alcuna strategia
politica, manca di visione globale, è ondivago nelle decisioni strategiche, che
paiono prese sull’onda di un impulsività illogica e
contraddittoria.
L’avevamo
detto che non sarebbe stato un buon presidente. I fatti ce l’hanno
confermato.
In
economia tra dazi tolti e
levati e poi rimessi, bufale sull’espansionismo americano e
sull’occupazione crescente, vittorie vantate e poi smentite, con il dollaro che
ha perso il ruolo di valuta leader negli scambi internazionali, di
certo è che Trump ha puntualmente fallito ogni traguardo che si era
prefisso.
L’economia degli USA traballa pericolosamente sull’orlo
della stagnazione e del disagio sociale. E ciò
perché Trump ha violato il principio numero uno dell’economia
liberale: il capitale e le merci debbono poter circolare liberamente per creare ricchezza ed imprimere l’effetto
acceleratore al moltiplicatore economico.
I dazi sono un’arma pericolosa da ponderare ed utilizzare raramente.
Invece, Trump li ha imposti più per bullismo politico che per calcolo razionale.
Il mercato globale ha rapidamente trovato altre vie di interscambio
ed altri sistemi di compensazione da cui gli USA sono stati tagliati
fuori.
Ancora peggio nella politica internazionale. Trump è stato
debole con i forti e forte con i deboli. Ha creato guerre devastanti
e sanguinarie dal nulla, ha affiancato Israele nel genocidio del
popolo palestinese, si è inginocchiato davanti a Putin abbandonando
l’Ucraina nelle fauci crudeli e voraci dello zar, ha rotto con
l’Europa, ha denigrato la NATO, sfasciato l’ONU, ha sfacciatamente
minacciato di occupare la Groenlandia, ha puntato il Canada cercando
di annetterlo, ha ingiuriato pure il Papa, colpevole di averlo
criticato, etc… Non potendo fare di meglio, in breve, ha distrutto ottant'anni di storia politica dell'Occidente.
Un campionario di idee folli e comportamenti assurdi che ha minato il
primato mondiale degli USA negli equilibri della geopolitica.
Gli USA
stanno diventando un pericoloso giocattolo in mano ad un bambinone
capriccioso.
Un disastro.
Il gradimento dell’opinione pubblica americana sul Ciuffone è calato a vista
d’occhio e Trump diventa sempre più un fardello ingombrante e
sgradito ai suoi stessi elettori.
In tutto ciò lasciamo perdere la vita privata di Trump con le
prodezze nella villa di Epstein.
E lasciamo perdere anche gli attentati a “orologeria”, che molti
mettono ora in dubbio: che siano provocati ad arte o che qualcuno
fomenti ad arte il pazzoide di turno, sembra proprio che cadano a fagiolo
quando Trump si trovi in estrema difficoltà con l’opinione
pubblica.
Il mondo soffre, ma Trump e gli altri anticristi che governano in
modo sempre più satanicamente folle, non sembrano accorgersene.
Quando parlavamo di Trump come uomo dell’antiprovvidenza non
scherzavamo, anche se sarei stato contento di essere smentito.
Speriamo che il sistema politico americano abbia gli anticorpi giusti
per mettere all’angolo questo presidente che gioca a dadi con la stessa sopravvivenza dell’umanità.
Sì, la presidenza Trump rimarrà nella storia. Ma di certo non come
lui desidera.
By Michele Barbera
