Pigliatela, se volete, con mesta ironia. La verità è che tutti gli
utenti dei social siamo potenziali obiettivi, degli haters o,
altrimenti detti, leoni da tastiera.
Odiatori
seriali, profili falsi, offese deliberate, profeti urlanti,
ragionamenti così sballatamente idioti nati da menti deviate, oscuri
personaggi che trincerano la loro frustrazione dietro un anonimato
mascherato da accanita libertà di opinione.
Ne
abbiamo parlato in questi giorni con alcuni amici e ne è venuto
fuori un interessante e semiserio decalogo che voglio che leggiate,
senza impegno e con un sorriso.
Eccolo:
1.
Prendi a calci la grammatica: prima regola assoluta. Il vero
“leone” non si cura della forma corretta, né delle regole
scolastiche. Cose sorpassate. Il messaggio va scritto d’impulso, e
l’istinto – si sa – non va d’accordo con la ragione.
2. Conosci tutto… all’infuori di te stesso:
il “leone”
è tuttologo, esperto in ogni branca del sapere, dalla medicina al
calcio, dall’astronomia, alla morale fino allo spettacolo. È un
vero emulo di Publio Terenzio Afro, quello che diceva Homo
sum, humani nihil a me alienum puto (se
non sapete il latino, chiede a Google
o a ChatGPT).
3.
Più commenti ostili ricevi, più hai successo. Il “leone” si
accende quando i malcapitati offesi (o presunti tali) reagiscono. La
sua gloria si commisura nel “corpo a corpo”, nella “guerra dei
tasti” e nella fila di commenti e rimproveri o cancellazioni, ai
quali ribatte prontamente, l’epiteto imperativo è “Sei un
ignorante!”.
4.
Se ti bloccano il profilo (falso) creane un altro (falso). Il
“leone” non si fa scoraggiare dai blocchi dei social. È tutta
una fuffa ed un’abominevole censura. Così ha pronto un altro
profilo (altrettanto fake), da vero gladiatore, con cui “scatenare
l’inferno”.
5.
Se non c’è un complotto, inventalo. Il “leone” è
specialista in complotti, congiure e simili. Più rumore fanno e più
assurdi sono e meglio è. Non ha bisogno di cercare fonti o
riscontri. Egli sa. Ipse dixit. Ogni tanto si concede il lusso di
mettere su piazza qualcosa di “nuovo”, attribuendosi doti
profetiche e di preveggenza.
6.
Il “sistema” è marcio, denuncialo. Non ha importanza
quale sia il “sistema”, l’importante è che vi siano poteri
occulti che fanno andare male le cose e che tramano continuamente per
annichilire l’umanità. Il “leone” è lì pronto a lottare
contro tutto e tutti, pur di fare capire che l’umanità è tutta un
mucchio di idioti che non capisce nulla, dal terrapiattismo
all’occulto potere dei rettiliani.
7.
Insisti, qualcuno ti darà ragione. La resilienza dei “leoni”
alla tastiera è strenua. Paladini della critica ad alzo zero e
dell’insulto a ruota libera, sono fermamente convinti che, alla
fine, qualcuno (o qualcosa) darà loro ragione. Fosse almeno una
condivisione.
8.
La verità è solo un’opinione e nessuno è senza peccato. La
verità non è matematica. Si commisura nella testarda caparbietà
del “leone” di autoconvincersi che quel che dice è la verità. E
non c’è bisogno di contraddirlo, pena la pubblica gogna. Scava,
scava, alla fine qualcosa verrà fuori: gli scheletri nell’armadio
(veri o presunti) sono il loro pane quotidiano.
9.
Stai alla larga dagli altri “leoni”. Il “leone” è un
lupo solitario. Fa’ della solitudine un eremitaggio mistico. Non
gli interessa il branco, che al massimo tratta come volgari
imitazioni. Lui e lui solo è l’originale.
10.
Parla, non agire. Ovviamente, il “leone” ruggisce sui
tasti, ma è ben lontano dall’essere un uomo d’azione. A lui deve
bastare dire che le cose vanno male. Non cerca rimedi, non propone,
non s’impegna. Che gli altri sfanghino. Non può fare tutto lui.
Fatevi
una risata, ripeto. Ma riflettete.
By
Michele Barbera
